Regole per l'uso della magia nel mondo di LiT

Nel contesto da noi ideato, se una persona fa uso di oggetti magici, rituali arcani, rune, libri o se in qualche modo i suoi atti sono riconducibili ad affari magici, rischia di ritrovarsi inquisito.

Ciò accade perché la magia nel Pentacolo è controllata da "Uffici del Censo" preposti alla registrazione degli usufruitori di magia. In pratica, la magia non può essere usata senza autorizzazione perenne delle autorità presenti in ogni Contea.

Registrazione e autorizzazione all'esercizio della magia
Chi si registra come mago, infatti, acquisisce un "passaporto", una sorta di carta che funge da autorizzazione all'uso degli arcani simile a quella che consentiva ai pellegrini dell'epoca il passaggio su strade altrimenti interdette e il pernotto gratuito in alcune locande sulle vie dei grandi pellegrinaggi.

Questo non vuol dire che tutti gli usufruitori di magia debbano per forza di cose registrarsi come maghi, ma la questione deve essere ben chiara nel momento in cui si decide di interpretare un mago, stregone e via dicendo. L'uso di un incantesimo nella piazza principale di Polaris da parte di un personaggio senza carta d'uso della magia rilasciata da un censore equivale a una condanna quasi certa per atti di stregoneria non autorizzati.

Il discorso, come già accennato, non vale solo nella Contea di Bianco Inverno, ma è ovvio che a Sanadar un mago non registratosi avrà più possibilità di sfuggire ai controlli, probabilmente meno rigorosi.
Gli Inquisitori polariani, notoriamente i più rigidi in fatto di regolamenti e precetti, girano ovunque e possono sempre intervenire, senza imporsi sulle autorità locali. Viene da sé che una simile limitazione, per logica, non è solo legale, ma anche culturale e religiosa, quindi tutti gli appartenenti alla macro-cultura pentacolare ne saranno necessariamente condizionati.

Come giocare un mago nel territorio Pentacolare
Un mago deve registrarsi presso gli uffici preposti in una qualunque delle maggiori città della Contea di passaggio o appartenenza, sede, in genere, di una Corporazione, sorta di gilda che cura gli interessi di una specifica. Fatta così domanda ottiene l'autorizzazione ad utilizzare la magia, riconoscibile grazie ad una carta detta dersesca (1), generalmente di cuoio con impressioni a fuoco, su cui viene indicato nome della persona, provenienza, professione regolare se ne ha.

Non vengono chieste dimostrazioni di sorta, ma solo la "maestria nell'uso" cioè il grado di esperienza nell'arte della magia, che solitamente viene così indicato:
a) apprendista (è tenuto ad indicare anche il nome del maestro);
b) maestro o dotto (se ha apprendisti, e deve indicarne il nome e il numero);
c) mago indipendente (ovvero senza guide, maestri o legami con altri maghi tutori);
d) mago girovago (vagabondo, senza fissa dimora).

La "maestria" viene indicata sulla carta d'uso.

(1) Fu Norberto di Dersa, chierico di Belissius, appartenente all'ordine del Guanto Bianco, ad ideare il sistema di controllo della magia. La prime carte d'uso realizzate su sua indicazione erano pesanti pagine di rame, per questo dette anche le "ramate", su cui i dati richiesti, allora solo il nome e la provenienza, venivano scritti a sbalzo. La tecnica era però troppo macchinosa e nel tempo la dersesca è diventata molto più leggera e trasportabile. E' di piccole dimensioni e di materiali arrotolabili, come pergamena, carta, cuoio lavorato, che cambiano anche a seconda della contea in cui le carte d'uso vengono rilasciate.

Come giocare uno stregone nel territorio Pentacolare
Diverso è il caso degli stregoni. In un contesto come quello da noi qui ipotizzato, un "essere" che sia naturalmente portato ad esercitare pratiche magiche, dunque atti illeciti, non può essere ben visto anche se dotato di carta d'uso.
Gli stregoni, quando decidano di denunciare la loro inaccettabile origine, subiscono un più severo trattamento. Ottengono carta d'uso, ma anche obbligo di portare una cintura nera e viola, che possono indossare come vogliono, a simboleggiare la luce e l'ombra, il viola delle ombre e il dorato della luce (2), e quindi lestamente riconoscibili come stregoni. Possono usare la magia, ma sono costretti a farlo sotto vessi e limiti più pesanti.

Ecco dunque gli obblighi degli stregoni:
a) devono farsi riconoscerequando si avvicinano ai luoghi sacri di qualunque divinità, tranne la propria;
b) è proibito loro toccare reliquie, blandire altari ecc. senza permesso, fatta eccezione per la loro divinità;
c) non possono esercitare la magia in periodi considerati sacri perché dedicati agli dei;
d) sono tenuti a presentarsi ogni anno presso l'ufficio del censo di origine, ovvero quello dove hanno richiesto la carta, per essere nuovamente schedati e controllati;
e) non possono detenere oggetti magici che andrebbero ad aumentare le loro potenzialità senza permesso, fatta eccezione per gli oggetti legati al loro culto.

(2) Generalmente è una fascia di corda e canapa, economica, resistente, tinta nei due colori in modo piuttosto grezzo. E' concessa dagli Uffici del Censo di ogni contea, che eventualmente possono aggiungervi il simbolo della propria contea o del culto religioso cui si fa riferimento, in modo da dare maggiore risalto alla forza locale.

Come giocare altri usufruitori di magia nel territorio Pentacolare
Tutti gli altri incantatori, come bardi o druidi, non subiscono alcun tipo di limitazione o controllo.
E? altresì ovvio che il bardo incauto che utilizzi a corte di un re un incantesimo riconoscibile come tale non dovrà stupirsi se verrà poi portato in giudizio con accusa di stregoneria. Con questo si intende dire che è il contesto a questo punto che limita tutte le classi che fanno uso di magia. Un bardo, d?altra parte, potrà sempre registrarsi come mago.

Autorità di riferimento per il rispetto del codice sulla magia e per l'attribuzione delle pene
Chi è preposto a far rispettare le limitazioni sulla magia nei diversi regni del Pentacolo?
Se a Diara arrestano un mago od uno stregone non in possesso dell'autorizzazione, lo consegnano agli inquisitori della Chiesa o ci pensano gli emissari del governo locale ad amministrare la giustizia del Grifo?

L'accordo per il controllo della magia passa tra i porticati e i chiostri di monasteri e conventi.
Si tratta del "Desco in comune" il Codice del Divieto, ovvero l'insieme delle norme e leggi volte alla limitazione e controllo dell'uso della magia, ed è comune a tutti i chierici, le chiese, i monasteri e via dicendo e del quale partecipano tutte le Contee.

I re e i principi non hanno a che vedere con questo, ma fanno applicare leggi stabilite in seno alle tonache sacre per ovvi motivi. La Chiesa Polariana non controlla tutto il Pentacolo, ma si fa portavoce delle pratiche più oltranziste e severe, e ogni Contea ha le sue sentinelle. Dunque, lo stregone che attraversa Sanadar facendo eccessiva mostra delle sue doti magiche verrà ivi accusato e processato, in base alle leggi in merito alla magia decise nella Contea.

Pene previste per l'esercizio della magia senza autorizzazione
Le pene previste per i trasgressori sono graduali, dipende anche dalla gravità dell'illecito compiuto. Se un possessore di carta lancia un incantesimo in periodo proibito non può essere punito quanto un clandestino colto ad usar magia senza alcuna autorizzazione.
Ovviamente, le pene sono molto più severe per gli stregoni, che rischiano addirittura il rogo.

Quelle che seguono sono le possibili pene applicate in Bianco Inverno (la contea più rigida nella limitazione della magia). Le pene sono da considerarsi valide su tutto il territorio pentacolare, il modus operandi dipederà poi dalla Contea.

a) Pene previste per trasgressori in possesso della carta (tutti)
- pecuniarie, somme di denaro da versare sia alla Contea offesa che a quella di appartenenza;
- reclusione forzata
- interdizione verso certi territori.

b) Pene previste per un mago in completa clandestinità
- pene pecuniarie;
- reclusione;
- definitivo divieto di utilizzare magia e qualunque oggetto magico;
- esilio o confino nelle Terre dell'Oltre.

c) Pene previste per uno stregone in completa clandestinità
- reclusione;
- esilio o confino nelle Terre dell'Oltre;
- morte su rogo.

Per i maghi/stregoni inquisiti valgono le medesime possibilità di trovare garanti che per qualunque altro reato riconducibile alle leggi polariane.

Utilizzazione degli oggetti magici
Detenere oggetti magici o qualunque cosa sia inquadrabile come tale significa commettere reato se tali proprietà non sono regolarmente dichiarate.

Il commercio di oggetti magici è strettamente controllato dagli Stati, gravato di tasse altissime per scoraggiarne commercio e questo fa sì che nel Pentacolo gli oggetti magici siano rari e costosi più della media di D&D.

Tutti gli oggetti magici, anche i più semplici, sono difficilmente reperibili. Il possesso di tali arcani è ugualmente sottoposto al controllo del censo. Questo provvedimento si spiega anche con il fatto che il controllo degli oggetti magici ha anche ricadute economiche: poiché tali oggetti sono anche costosi, ogni proprietario per poterli legalmente possedere deve versare una tassa all'autorità di quella data contea.

L'oggetto magico non registrato e scoperto dall'autorità verrà sequestrato senza appello. Si può ipotizzare un eventuale riscatto dietro pagamento di pesante multa. Addirittura potrebbe valere la pena di non riscattarlo, poiché magari la multa supera il valore dell'oggetto.

Quando un mago/stregone e via dicendo non può dimostrare di essere registrato, l'acquisto di componenti magiche deve essere ponderato e accorto, onde evitare di incappare nelle maglie dell'Inquisizione. A questo proposito può essere utile ricordare che esistono sempre i contrabbandieri.

I master dovranno sempre ricordare ai propri giocatori che muovono un personaggio usufruitore di magia che alle porte di ogni città più importante sono sempre presenti e affisse per regola imposta da Polaris le carte che regolamentano l'uso della magia. In caso di sospetto, le guardie di porta potranno richiedere documentazione adeguata.

Nota finale
Come è ovvio, il contesto di applicazione della magia cambia completamente nelle Terre dell'Olte Barriera, dove essa segue regole naturali diverse e non è soggetta alle leggi polariane. Per questo si rimanda alla consultazione della sezione specifica.

Baran

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