- "Avatar" - Recensione di Klown
- di Elanor
- - 24 February 2010 - 09.58.24
Ci fa piacere segnalare un’altra opinione, questa volta più orientata all’aspetto tecnico del film.
“Avatar”, di James Cameron, Usa, 2009 Premetto che il tutto è frutto della mia opinione personale e rapportato al cinema in cui l'ho visto (Lumière di Belluno). Cinema con attrezzature diverse probabilmente avranno rese diverse, con uno schermo più grande poi sicuramente si evita l'effetto irreale del contorno dell'area di proiezione in 2D rispetto al film che toglie in parte il realismo della proiezione. Iniziamo dicendo che ho trovato Avatar un pelo mediocre: la storia è povera e il 3D mi è sembrato molto approssimativo. Ma andiamo per ordine: - il 3D: che dire, mi aspettavo molto di più da una tecnologia che è stata paragonata all'introduzione del sonoro. Innanzitutto perché nelle scene girate lo sfondo è irrealisticamente sfocato, eccessivamente spostato verso il secondo piano e i volti in primo piano risultano comunque piatti: diciamo che la mia impressione è stata quella di vedere due foto accuratamente scontornate e sovrapposte su piani diversi, le ombre e le luci non danno effetto di tridimensionalità dei volti che restano palesemente in primo piano, piatti. L'effetto è stato quello di vedere una sequenza di immagini 2D sovrapposte su piani diversi. Nelle scene computerizzate l'effetto è molto più verosimile ma comunque poche sono le eccellenze vere e proprie: la pioggia di cenere e le scene con campi lunghissimi che ti davano realmente la percezione della profondità di campo. Per il resto, soprattutto come dicevo sopra, nelle scene con attori reali è più facile avere mal di testa che una reale percezione di profondità a causa della spiccata bidimensionalità della pellicola che, per quanto accurato sia il montaggio, rende la percezione di tridimensionalità quale quella di immagini sovrapposte. Ho notato inoltre, e la cosa mi ha dato parecchio fastidio, ma questa è una mania personale, la tendenza nelle scene con movimenti molto rapidi, a "sgranare" della qualità dell'immagine con conseguente perdita di dinamismo; avete presente un film che scatta leggermente e che ti dà quel senso di fastidio? Esattamente quell'effetto. Brrr. Naturalmente, come tutte le tecnologie, va affinata, per cui aspetterò i prossimi film per farmi un'idea un po' meno drastica del 3D, per ora comunque mi ha deluso.
- la trama: Scontata, banale: sembra messa là per supportare gli effetti speciali, non ha consistenza anche se il messaggio finale risulta buono, voglio vedere cosa inventeranno per i prossimi visto che la trama sembra concludersi completamente alla fine del film.
- Gli effetti speciali: superbi, pecche del 3D escluso, gli effetti speciali sono veramente ben curati, realistici, pur restando sempre al servizio completo del 3D sono però la parte del film che più mi è piaciuta, le espressioni dei Na'vi sono realistiche e curate, i movimenti quasi sempre naturali e come ogni in film di Hollywood che si rispetti i proiettili se ne fregano della fisica (se un proiettile fa fare 3 metri di volo a una creatura di 3m di altezza e ad occhio tra i 300 e i 500 kg di peso allora un uomo di 1m80 e 100 kg di peso dovrebbe farne almeno il doppio per il rinculo del fucile, no?). Poi mi chiedo: ma gli animaletti che fanno quei bei cerchi tondi rossi non hanno mal di testa dopo pochi secondi di volo? Bellissimi per carità, ma...
Giudizio complessivo: sembra più uno spot per il 3D e la computer grafica che non un film nel vero senso della parola, se quello ero lo scopo allora direi che è un film carino, non acquisterei mai il DVD, ma non sono soldi buttati, diciamo che ti fa intuire quale possa essere il futuro del 3D al cinema. Da vedere in un cinema con schermi molto grandi, pena il contorno dello schermo che toglie abbrivio al 3D.
- "Avatar" - Recensione di Baldr
- di Elanor
- - 28 January 2010 - 00.03.13
A quanto pare l'argomento prende molto i nostri soci. Anche Baldr ha voluto intervenire, e noi ne siamo ben contenti!
“Avatar”, di James Cameron, Usa, 2009 Sono tre ore di film e mi sono passate in un baleno, tenendomi incollata alla sedia del cinema. Sì, era prevedibile in moltissimi punti e sicuramente se non era per gli effetti speciali, non avrebbe avuto l'impatto che ha avuto sugli spettatori.
Di sicuro la novità c'è: tra tutti i film che ho visto, finalmente "l'occidente" perde.
In Master & Commander mi sono dovuta sorbire che i cattivi erano i francesi e i bravi di turno li sconfiggevano... Peccato che lo hanno spacciato per un film storico e non potevano gli americani gettarsi merda addosso. Sì perché i veri pirati interpretati dai francesi erano nella realtà americani.
In Balla coi lupi un americano capisce... ma alla fine la "nazione indiana" si arrende all'uomo bianco.
Ne L'ultimo samurai c'è sempre uno che capisce... ma alla fine l'occidentalizzazione vince.
Ed è così che m'aspettavo finisse il film visto che Holliwood c'ha sempre abituato a questo. Anche nei film disney alla fine è il bello che vince (ho sentito bambini chiedersi: ma perché Esmeralda non sposa il Gobbo?). E sappiamo tutti che fine ha fatto Pocahontas in realtà...
Mi aspettavo che alla fine i Na'vi venissero relegati ad una piccola riserva. Non mi aspettavo proprio che Eywa fosse qualcosa di più. Sarà che sono troppo realista a volte :P
Un plauso va sicuramente a due grandi donne che hanno mangiato in testa agli altri attori. Prima tra tutte la Weaver, che personalmente adoro. Jake è stato il personaggio che meno m'ha convinto di tutti.
E infine: ma Neytiri porta jella? Credo che nessun animale si farà mai più cavalcare da lei...
- "Avatar" - Recensione di Zeo
- di Elanor
- - 27 January 2010 - 10.32.23
Ci fa piacere pubblicare un'altra recensione di un nostro socio che esprime opinioni diverse dalla precedente. Ai lettori è utile poter confrontare commenti diversi e a noi fa piacere dimostrare quanto vivace e indipendente sia la capacità di giudizio dei nostri soci!
“Avatar”, di James Cameron, Usa, 2009 Sono andato a vederlo coi migliori propositi, volendo credere che l'avrei davvero gustato, ma uscito dalla sala il mio entusiasmo non è sopravvissuto. Al di là di denunce ed etica - questioni naturalmente lecite ed universamenlmente condivisibili - il film è spettacolarmente... deludente. Straordinario dal punto di vista degli effetti speciali, coinvolgente sia per ritmo che grazie alla profondità garantita dal 3D, ma tanto piatto e prevedibile nei personaggi e nella trama da far venire le lacrime agli occhi per lo spreco perpetrato. Le potenzialità di un simile film erano a dir poco immense, non potevano affidare la sceneggiatura a qualcuno che evitasse una banale rilettura in chiave fantascentifica dello scempio della colonizzazione del nuovo mondo ai tempi dei nativi d'america? Star Wars era, quasi trent'anni fa, incredibilmente più originale e visionario di Avatar. Addirittura i film della Disney, sono ormai meno ingenui e più divertenti del romanzetto romantico propinato sullo sfondo della tragedia dei Na'Vi. Dove sta la novità, al di là del pur gradevolissimo sfoggio delle più recenti tecnologie cinematografiche?
Pollice verso per Avatar, non tanto perché di per sé sia un brutto film, ma per l'imperdonabile spreco commesso di risorse che, correttamente convogliate, potevano creare un capolavoro memorabile quanto lo fu Star Wars negli anni 80. Un'occasione bruciata.
- "Avatar" - Recensione di Baran
- di Elanor
- - 26 January 2010 - 18.46.28
- Dopo tanto parlare di questo film (hanno sentito il dovere di esprimersi un po’ tutti, dai politici ai religiosi, senza contare gli immancabili critici ed intellettuali), ci fa piacere pubblicare il commento di Baran, che presenta l’opinione spassionata di uno spettatore come noi, e per giunta LiTTino!
“Avatar”, di James Cameron, Usa, 2009
Ovviamente è un bel film. Come potrebbe essere altrimenti? Al di là del fatto che io amo molo lo stile Cameron, Avatar è un ottimo film, piacevole, intenso e dal sapore romanticamente epico.
La trama è semplice, i personaggi sono forse un po' troppo banali, ma il film non perde un colpo, l'incastro è perfetto, lineare, niente fuori posto, niente eccessivo nonostante la dose massiccia di effetti speciali, non c'è esagerazione, l'equilibrio è a dir poco favoloso.
Sicuramente molto fanno anche gli strepitosi effetti della visione 3D, che è coinvolgente come non mai, tanto che sembra di essere veramente dentro lo schermo, avvolti dalle scene.
La fotografia è una cosa mirabile, il mondo di Pandora (in cui tra l'altro domina il colore viola) creato dal regista è meraviglioso, originale, incantevole.
Si potrebbero dire molte cose, dentro questo film c'è un po' di tutto: riti di passaggio, denunce più o meno velate (mi viene in mente che forse l'attesa per farlo uscire nelle sale non è dipesa solo dalla tecnologia, ma anche dal governo Bush), dichiarazioni di legittima difesa del patrimonio terrestre sia in termini di flora e fauna che umani, diritti negati, necessità di agire senza ledere agli altri, la stoltezza della bramosia, il senso di giustizia, l'onore, il coraggio, la fede etc etc, ma può anche non esserci niente di tutto questo, può anche solo essere un bel film di fantascienza da godersi in santa pace visto che la trama intensa e avvincente lo consente. Sicuramente è un film da vedere, possibilmente in una sala cinematografica.
Gli indigeni, i Na'Vi, abitanti di questo immaginario mondo, sono, secondo me, bellissimi. La femmina di cui poi il protagonista di innamora è meravigliosa, l'ho invidiata tutto il tempo :P
- "Gli inganni di Locke Lamora" - Segnalazione di Barbara
- di Elanor
- - 26 January 2010 - 18.33.04
La socia Barbara, lettrice appassionata, ci manda un’altra segnalazione interessante. Come sempre la ringraziamo e la pubblichiamo volentieri!
Scott Lynch, Gli inganni di Locke Lamora - vol. 1, Editrice Nord , 2007, € 19,60
La Spina di Camorr è un mito, forse una leggenda, sicuramente una fantasia sussurrata negli angoli bui di notte. Ma Locke Lamora e Jean Tannen sono reali più che mai: truffatori di professione, ladri per vocazione, giocolieri di identità inventate. Sono i Bastardi Galantuomini, di meglio non vi capiterà di incontrare per le strade di Camorr o i marosi dell'Oceano Rosso. E se non ve la sentite di affidare loro la vostra vita, siate pronti a sganciare almeno la borsa! Perché come insegna il Disonesto Tutore, Tredicesimo in un pantheon di dodici, "I ricchi devono ricordare!".
Gli ingredienti: astuzia, abilità truffaldina, canaglie che non fanno rimpiangere Rocambole, Robyn Hood, Arsène Lupin, Simon Templar (tutti bastardi galantuomini a ben pensarci!). Ma anche amicizia inossidabile che aiuta a sfangarla a dispetto di qualsiasi avversità. Un saga divertente e emozionante, ricca di colpi di scena, che tiene il lettore avvinto dalla prima all’ultima pagina grazie a dialoghi brillanti e personaggi ben caratterizzati. Da segnalara anche il seguito della saga: I pirati dell’oceano rosso - vol. 2. Voto: 8/10
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