Linee guida per creare nuovi linguaggi per l'ambientazione di LiT

Introduzione
In questa appendice sono illustrate alcune semplici linee guida per lo sviluppo di nuove lingue, per consentire a master e giocatori di aggiungere verosimiglianza alle proprie campagne di gioco, arricchendo al tempo stesso il mondo di LiT.

Di ogni lingua è necessario dare alcuni elementi fissi, in modo che i vari linguaggi sviluppati per l'ambientazione siano tutti più o meno simili nell'uso e nella struttura.

Ciò facilita sia l'uso da parte dei giocatori, che hanno uno schema fisso di riferimento, sia gli autori delle varie lingue nello sviluppo di esse. Inoltre, rende più coerente tutta l'ambientazione.

Non è necessario scendere in gran dettaglio inventando una lingua, poiché non si pretende certo che i giocatori scrivano interi brani nella lingua specifica del loro personaggio. LiT, inoltre, non è un dipartimento universitario di lingue sperimentali, quindi non è necessario esagerare. Si tratta solo di mettere in grado il giocatore di "colorare" i discorsi del suo personaggio con alcune sfumature della lingua d'origine, per dare più sapore alla narrazione. Ma va ricordato che nella nostra ambientazione si scrive in italiano.

Questi sono gli elementi che dovrebbero sempre essere presenti:

1- Elementi fissi
Come si è detto, massima semplificazione. Si tratta di inventare un sistema per fare i singolari e i plurali delle parole che i giocatori vogliono usare, per coniugare qualche verbo (soprattutto "essere") al presente, per definire il maschile e il femminile ecc.

2- Saluti e interiezioni comuni
Sono quelle usate nella vita di tutti i giorni. Alcune sono comuni a ogni popolo (tipo grazie, buongiorno ecc), altre possono essere specifiche di un solo popolo o mancare del tutto: per es, si può anche prevedere che in una lingua appartenente a razza poco incline alla gentilezza manchi del tutto il concetto di "grazie" e quindi la parola che lo esprime.
Ecco quelli che secondo me non possono mancare:
-un saluto di arrivo, come "salve"
-un saluto di commiato, come "addio"
-grazie/prego/per favore
-sì/no
-interiezioni come "accidenti", "che bello!", "maledizione!" o simili
-almeno una frase o un augurio tipico. Es: "La tua forgia sia sempre fumante" per i nani, oppure "le stelle ti sorridano" per gli elfi o comunque espressioni che rivelino l'essenza di un certo popolo.

3- Vocaboli fondamentali
Sono quelli che il giocatore può sfruttare nei suoi brani di gioco, quindi relativi a parole molto diffuse o caratteristiche di un certo popolo. Per es, "arco" e "freccia? sono fondamentali per gli elfi, "ascia" e "birra" per i nani. In una comunità molto incline alla guerra saranno da sviluppare i gradi militari, in una religiosa gli appellativi della gerarchia ecclesiastica e via così.
In questo gruppo si trovano anche appellativi di cortesia che si possono usare nei discorsi tra personaggi, come "signore", "signora", "mio sire" ecc.

Ecco i vocaboli basilari:
- nome del popolo in questione, cioè il nome con cui questo si identifica.
- nome che questo popolo dà ad altri popoli
- signore/signora
- re/regina (o altra carica che presso di loro sia in comando)
- uomo/donna
- bene/male
- luce/tenebra (per rispettare le leggende dell?ambientazione)
- qualche vocabolo relativi ai legami familiari (marito/moglie, madre/figlio ecc)
- pronomi cone io/tu/ella/egli-noi/voi/essi
- possessivi mio/tuo/suo ecc.
- nomi di armi (specificando magari i tipi più adatti a una certa razza)
- concetti legati alla magia (mago, maga, incantesimo ecc)
- numeri da 1 a 10
- colori e metalli (a volte "oro" è inteso come metallo, a volte è solo un colore)
- verbo essere e verbo avere

4- Dizionario
È utile creare poi un dizionario "comune-lingua prescelta" e viceversa, con qualche decina di lemmi da cui il giocatori possano "pescare" per i propri usi di narrazione. Se si vuole perderci un po' di tempo si può aumentare anche parecchio, ma solo per divertimento (non è assolutamente obbligatorio).

È meglio se le parole sono coerenti, cioè se rispettano almeno vagamente le leggi della linguistica. Nulla di complicato: parole con lo stesso ceppo o significato simile dovrebbero avere radice simile, come in italiano "cavallo", "cavalcare", "cavaliere?, oppure "combattente", "combattere", "combattimento".

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