I linguaggi degli uomini nelle terre del Pentacolo

Le lingue delle quattro Contee

In fondo alla pagina potete scaricare il modulo "I linguaggi degli uomini nelle terre del Pentacolo" in formato pdf.


Le Contee che formano il Pentacolo furono in origine regioni indipendenti, occupate da vari popoli umani che vi si insediarono in tempi diversi (Verdi Acque ovviamente esclusa). Queste genti anticamente erano separate da cultura, consuetudini, religione ed anche dalla geografia delle varie regioni. In ciascuna Contea, quindi, si sviluppò e fiorì una lingua diversa.

Le lingue di Contea e la "Koinè del Campione"
In seguito alle vicende che portarono il Campione a guidare gli abitanti del Pentacolo alla luce e alla libertà fu necessario per questi popoli trovare una forma di comunicazione comune, che consentisse di unirsi e combattere insieme. Nacque così il linguaggio comune del Pentacolo, o "Koinè del Campione" , che porta questo nome poiché le leggende attribuiscono all'Eletto anche questa impresa, l'aver cioè creato una lingua per unire i popoli.

Nell'ambito di gioco questa lingua è, ovviamente, l'italiano.

Dopo la diffusione della Koinè ogni popolo conservò ugualmente la propria lingua, ed oggi ogni Contea è praticamente bilingue. La lingua antica viene utilizzata dal popolo minuto come dialetto quotidiano e dai ceti più elevati per gli editti o le disposizioni amministrative di ambito locale. La Koinè viene invece utilizzata per tutte le questioni che riguardano la federazione delle Contee, per gli editti ufficiali o per contatti con viaggiatori, stranieri e mercanti. È anche la lingua dell'esercito di ogni Contea.

Anche utilizzando la lingua comune, d'altra parte, gli umani delle Contee non hanno perso il legame con la propria lingua d'origine. Permane nel loro modo di parlare uno stile, un ritmo, che permette di identificare l'origine di una persona anche se parla la Koinè.

Nella pratica di gioco questo si traduce inserendo ogni tanto un paio di parole specifiche di questa o quella Contea, a seconda ovviamente del luogo in cui si svolge l'azione o della provenienza di un certo personaggio, oppure usando espressioni in italiano che abbiano lo stile di una certa Contea.

Anche quando gli abitanti di una Contea usano la Koinè, dunque, (cioè quando giocatori e master usano l'italiano) l'uso di certi vocaboli o di un certo modo di dire renderà chiaro a chi ascolta da quale parte del Pentacolo proviene un personaggio.

Elementi fissi, saluti e interiezioni comuni, vocaboli fondamentali
Una lingua rivela molto del popolo che la parla.

Ecco perchè per ogni Contea è stato elaborato un set base di quegli elementi linguistici che solitamente caratterizzano ogni lingua (anche quelle vere!) e contribuiscono a spiegare un po' la psicologia del popolo che la parla.

Sono elementi fissi (articoli, regole per singolare e plurale, maschile e femminile ecc), saluti e interiezioni comuni (grazie, buongiorno, accidenti), appellativi di cortesia (signore, signora, ecc) e un piccolo dizionario che il giocatore può sfruttare nei suoi brani di gioco, con parole molto diffuse o caratteristiche di un certo popolo: per esempio, in una comunità molto incline alla guerra saranno da sviluppare i gradi militari, in una religiosa gli appellativi della gerarchia ecclesiastica e via così.

Nei dizionari di ogni Contea si trovano spesso alcune note che spiegano il significato di questo o quel termine in rapporto alla società in cui viene utilizzato, per aggiungere verosimiglianza alle campagne di gioco e ricchezza alle storie narrate.

Tutti questi elementi linguistici sono troppo articolati per poterli esporre su queste pagine web, quindi abbiamo pensato di creare un modulo vero e proprio, un opuscolo ben organizzato e illustrato, e metterlo a disposizione dei giocatori in formato pdf liberamente scaricabile.



Caratteristiche generali delle lingue di Contea

ROSSO FIUME
Questa contea è per tradizione terra di guerrieri. La sua lingua pertanto è sintetica, diretta, formata da parole piuttosto corte e con poche sfumature di significato per ogni vocabolo. I suoi abitanti hanno un modo di esprimersi diretto e conciso, parlano poco e cercano di condensare molti concetti in frasi brevi.

Non si perdono in inutili cerimonie, usano poco i modi elaborati della cortesia e tendono a trattare con franchezza anche i propri superiori o i propri governanti. Non sono scortesi, ma essenziali.

A domande anche complesse tendono a rispondere in modo breve e conciso: tipico il loro modo di concludere in fretta una conversazione con un secco "sì" o un definitivo "no".

Quando viene scritta, questa lingua essenziale produce brevi testi disposti su pergamene poco elaborate, a parte alcuni casi speciali legati alla burocrazia di corte.

Forma scritta
L'alfabeto utilizzato per questa lingua è simile alle rune medievali scandinave (http://it.wikipedia.org/wiki/File:Medeltida_runor.svg).


BIANCO INVERNO
Bianco Inverno è un regno di antichissima nobiltà, governato da cavalieri e sacerdoti di alto lignaggio. La lingua è pertanto improntata ad estrema solennità, con frasi elaborate ma equilibrate.

Se posti dinanzi alla scelta di due vocaboli di significato simile gli abitanti di Bianco Inverno sceglieranno istintivamente quello più ricercato: tra "ragazza" e "fanciulla" useranno il secondo, e così tra "cavallo" e "destriero".

La cortesia pervade ogni modo di dire, una gentilezza di modi che però non indebolisce il vigore dei concetti: gli uomini di Bianco Inverno non sono inutilmente cerimoniosi, usano un linguaggio cortese ma esprimono francamente i loro pensieri, ispirati dall'onestà e dalla rettitudine, cercando di evitare qualunque tipo di fraintendimento.
Il suono della lingua è molto ritmato, poiché la maggior parte degli accenti cade sull'ultima sillaba.

Forma scritta
I testi scritti risultano molto eleganti, grazie alle decorazioni miniate e alle rune polariane, tondeggianti e regolari, che ricordano la scrittura onciale greca di epoca bizantina (http://it.wikipedia.org/wiki/Onciale_greca#Onciale_greca).


TERRE BRUNE
Attualmente questa Contea ha due città principali, Bahl (che ne è capitale) e Sanadar (dove risiede il re).

È necessario però ricordare che in origine Sanadar era la capitale di una Contea indipendente, denominata Castello Confine. Di conseguenza l'attuale Terre Brune contiene in realtà due gruppi linguistici diversi, sia pure molto simili come origine. In entrambe le lingue si ritrovano molti vocaboli simili e spesso uguali, e i due popoli riescono a comprendersi piuttosto bene anche se ciascuno parla la sua lingua.

Ciò che le distingue, in effetti, è il modo di costruire le frasi e la mentalità che sta alla base di queste espressioni: regolari e un po' precisini i cittadini dell'ordinata e burocratica Bhal, estrosi e esageratemente cerimoniosi quelli della mercantile e vivace Sanadar.

Forma scritta
Le rune di Bhal sono poco elaborate, simili all'alfabeto demotico (http://it.wikipedia.org/wiki/Demotico), adatte a testi legali e notarili di solito poco decorati.
Maggiore attenzione si pone nell'eseguire i testi delle discipline insegnate all'Università, in cui spesso si utilizzano inchiostri colorati per evidenziare parole e concetti e che sono corredati di illustrazioni.

A Sanadar, invece, si dà poca importanza alla forma e spesso i documenti vengono redatti su pezzi di pergamena ritagliata da vecchi documenti non più in uso, o scritti sugli spazi vuoti ai margini di altri documenti.

L'alfabeto usato a Sanadar ricorda nello stile svolazzante la calligrafia araba (http://it.wikipedia.org/wiki/Alfabeto_arabo), senza però averne l'eleganza.
Non è insolito che i mercanti di questa città organizzino volontariamente la propria contabilità in scritti complicati o confusi, spesso in una specie di scrittura cifrata detta "mercantesca", di cui esistono tante varianti quanti mercanti. Questo serve a rendere i registri incomprensibili e a proteggere i propri affari.
Gli unici documenti in cui si sente la necessità di essere molto precisi sono gli statuti delle corporazioni mercantili.


Documenti allegati:
I linguaggi degli uomini nelle terre del Pentacolo (pdf, 868 Kb)

Autrice Elanor

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