Generale >> Cronache di LiT >> Avventure standard (con consenso del master) >> L'antidoto
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Personaggio: Sallustius

Utente: Celithrang
Data reg.: 30/11/1999
Anzianità:

Domande

Sallustius il 18/11/2011 16:45:12

Quando vide Mashinia uscire, al braccio del Priore, senza rivolgergli nemmeno uno sguardo, Sallustius si intristì. Ma che si aspettava? Spettacolo ne avevano dato fin troppo, per quella sera, e in fondo lui era pur sempre un estraneo capitato per caso.
Li guardò tutti mentre si allontanavano. La casa aveva un che di profanato, in quella notte che ormai avanzava, qualcosa che rendeva i loro passi mesti, pure nel sollievo di vedersi tutti salvi.
Da ultima fu Arianna, insospettabile raggio di sole, ad addolcirgli l'amaro che sentiva in bocca in quel monco arrivederci: un sorriso, qualcosa che il mercenario non avrebbe creduto di vedere su quel visino triste, e a cui tentò di rispondere come sapeva e poteva, in un'espressione mista di tenerezza e imbarazzo.
Alla fine percorse quei pochi passi che separavano, a quanto pareva, il palazzo dove era finito da una delle locande dove avrebbe potuto finire.
Buffo.
Un soldato come lui al destino finiva per crederci, altrimenti inspiegabile sarebbe stato veder cadere il compagno che aveva a fianco quando tu resti in piedi.
E forse allora era il destino ad avergli messo sul cammino quella famiglia.
Il motivo Sallustius ebbe paura di chiederselo.
Si sedette nel salone di una locanda ormai vuota, ad un tavolo non distante dal bancone. Quasi per magia un boccale di birra gelata gli apparve sul tavolo di fronte, e l'uomo ne bevve un corposo sorso: aveva perso molto sangue, e si accorgeva solo ora di quanto la sete lo tormentasse.
Non restò stupito dalla domanda di Kiro, né dal modo in cui essa gli era stata posta. Erano nient'altro che due estranei, e le loro vite si erano toccate in maniera tanto improvvisa e rocambolesca che Sallustius non poteva pretendere cortesia, né il più elementare beneficio del dubbio.
-Vengo dal nord. Ho servito fra i soldati di Bianco Inverno per vent'anni, e poi quando sono diventato troppo vecchio per la milizia, ho cominciato ad accettare incarichi da scorta e da guardia per vivere..-
Non c'era molto altro da raccontare, e poco senso avrebbe avuto parlare dei dolori che ogni tanto affioravano in lui.
Kiro poi era visibilmente stanco.
-..Ero poco lontano quando i ragazzi.. si, insomma, Erisah e Arianna sono stati aggrediti, oggi pomeriggio. Abbiamo recuperato il gioiello, ma io sono rimasto appena ferito, e dama Mashinia mi ha offerto di restare come ringraziamento..-
Il che comunque non spiegava come lui e la donna fossero divenuti tanto “intimi”.
Sallustius si chiese se fosse necessario raccontare a Kiro come erano andate le cose in realtà: l'ombra, la reazione di Mashinia, il pugnale nel fianco.. Tutte cose che l'uomo ricordava confusamente, i sensi ancora vagamente annebbiati dall'aura di Belissius su di lui. In fondo non avrebbe ben saputo cosa dire, e pensò che forse era meglio parlarne prima con lei..
Ammesso che avesse deciso di rivederlo.
Quell'eventualità lo lasciò istupidito per un attimo, e preferì annegare il pensiero nella birra. Meglio dedicare gli ultimi barlumi di lucidità per qualcosa di più tangibile. Per leccarsi le ferite avrebbe avuto tempo dopo.
-Dama Mashinia mi ha raccontato tutto. Il bracciale è andato, vero?-

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Utente: mauloba
Data reg.: 30/04/2004
Anzianità: Anziano

Nessun oggetto!

mauloba il 28/12/2013 11:36:40

I suoi occhi erano abituati all’oscurità delle viuzze di Bhal; tutta la vita praticamente passata nella penombra, ad eseguire ordini di capi spesso sconosciuti. Furti, pestaggi, a volte anche omicidi, anche se, fortunatamente molti dei primi, pochi dei secondi e solo un paio dei terzi.
A quanto pareva la missione sua e della sua compare quella notte era stata commissionata da un pezzo veramente grosso, forse il Kael in persona. Nulla era stato lasciato al caso, almeno questo era stato il suo sentore; stava andando tutto più o meno come prestabilito, tranne qualche intromissione fortuita di estranei nell’operazione. Il ladro assoldato era un vero professionista, lo aveva già supportato in diverse delicate azioni; un halfling subdolo e sbruffone, anche se sempre pronto e determinato.
Svoltarono l’angolo del budello cittadino; un piccolo slargo, congiunzione tra più vie era il luogo dal quale, in caso di fuga rocambolesca, sarebbe giunto il loro compare e dal tetto avrebbe fatto giungere nelle loro mani l’oggetto rubato. Lui poi si sarebbe dileguato attraverso l’accesso al tetto di quello stesso edificio di cui era stata resa disponibile la chiave, nascosta lì, in uno dei vasi.
Il loro incedere si bloccò subito, non appena videro, proprio nelle adiacenze dell’edificio un uomo di corporatura atletica; la luce non era ottimale, solo una lanterna da passeggio era accesa, ma chiaramente si notava che non apparteneva ai Falchi.
Lo riconobbe, era l’uomo che aveva cercato di intercettarli fuori dalla Locanda; anche lui si accorse di loro. In quel momento, con un tintinnio che rimbombò sulle silenti pareti dei palazzi, cadde ai piedi dello sconosciuto l’oggetto che dovevano recuperare. Con un piede si avvicinò il gioiello, con una mano sguainò la spada e si voltò per osservare il tetto da cui era piovuto.
Il momento per assalirlo poteva essere buono, ma la distanza era notevole per coglierlo di sorpresa e in più i passi ed i richiami dei Falchi si avvicinavano velocemente. Un rapido sguardo di intesa alla sua complice e si dileguarono in un istante nelle ombre di una laterale. La missione era fallita. Il loro capo non l’avrebbe presa bene.

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Utente: mauloba
Data reg.: 30/04/2004
Anzianità: Anziano

Nessun oggetto!

mauloba il 28/12/2013 15:33:52

Il petto si gonfiava come un mantice; era abituato a correre, ma la sua corporatura possente e lo sforzo lo facevano assomigliare ad un toro in carica più che ad un ufficiale dei Falchi.
Due dei suoi erano sui tetti, all’inseguimento di quel pericoloso nanerottolo ladro; presto o tardi avrebbe dovuto scendere e lui sarebbe stato lì ad aspettarlo. Ancora una volta il suo fiuto aveva avuto ragione.
Ad un tratto un fischio sottile giunse alle sue orecchie, intimò l’alt ai suoi sottoposti. I suoi segugi erano fermi sopra le loro teste e stavano catturando il malfattore. Meglio così.
Girarono l’angolo e trovarono uno dei due uomini che alla Locanda avevano guadagnato l’uscita prima che succedesse il finimondo che, con fare per nulla sorpreso, gli porse un oggetto scintillante alla fioca luce della lanterna del passeggio. Una sorta di bracciale.
- Cos’è questo? – domandò con il ritmo della corsa ancora impresso nel fiato.
- La refurtiva, credo – gli venne risposto in maniera tranquilla, - è piovuta dal tetto or ora –
Con fare circospetto prese l’oggetto e lo ripose in una delle tasche della giubba.
In quell’istante si aprì un uscio che dava sulla strada e ne sbucarono due halfling, un uomo seguito dai due falchi con le spade sguainate. Il piccoletto con i vestiti sgargianti, il giullare di corte del Principe Kael, aveva i polsi legati e le caviglie sotto giogo. Gli altri due erano armati.
- Rapporto! – ordinò ai suoi segugi, visibilmente curioso di comprendere.
In quattro scarne parole uno dei due spiegò quanto accaduto, non soddisfacendo assolutamente la platea degli astanti, soprattutto dell’halfling in libertà il quale intervenne e tenne banco offrendo una sequela di dettagli e di rimostranze tutte insieme.
Comunque sia, dopo pochi minuti di accertamenti, Kriss, Aeron e Sorcio vennero lasciati andare con ringraziamenti per quanto fatto, con scuse per quanto accaduto nel corso di quella movimentata serata e con raccomandazioni a non intromettersi più in situazioni così pericolose.
Uno dei Falchi riaccompagnò i nostri alla volta della Locanda degli Illuminati, facendo strada anche a Sorcio che accettò di passare lì la notte, anche se non vedeva l’ora di andare via da Bhal.
La mattina seguente i tre scoprirono che il pernotto era stato pagato dalla milizia come ringraziamento e i tre proseguirono ciascuno per la sua strada.

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Utente: mauloba
Data reg.: 30/04/2004
Anzianità: Anziano

Sallustius - Kiro

mauloba il 28/12/2013 16:06:41

La franchezza della risposta ottenuta colpì Kiro, abituato a lacchè di ogni genere e sorte, soprattutto quando avvicinava nuovi amici della sorella; rimase perfino qualche istante in silenzio tanto pensava Sallustius avesse altro da aggiungere.
Gli stava simpatico, era il primo vero uomo che si avvicinava a Mashinia dalla scomparsa di suo cognato. Avrebbe voluto domandargli come era accaduto che in un pomeriggio fosse riuscito a diventare così intimo con sua sorella, visto che non era donna di facili costumi e nemmeno così estroversa come i fatti odierni avrebbero potuto far intendere.
Trangugiò metà boccale di birra, annegando in essa i quesiti; non erano affari suoi, o meglio, aveva sentore che comunque fosse chi aveva di fronte era un uomo che non si sarebbe preso gioco dei sentimenti di sua sorella.
“Si, il gioiello è andato e ne sono veramente contento” disse con maggior enfasi di quanta avrebbe voluto far trasparire. “Da quando quell’oggetto è entrato in casa di Mashinia, sono cominciati i problemi, problemi grossi, come quelli che hai vissuto tu oggi. Ma ora è finita. Non so perché ci fosse tanto interesse in quel bracciale, o che diavolo fosse, ma tant’è. Ora chi lo voleva a tutti i costi lo ha ottenuto e forse da oggi ci sarà nuovamente pace tra queste mura e le strade saranno finalmente sicure per i miei adorati nipoti.”

Alzò il boccale. “Brindo a te Sallustius, ti ringrazio e non lo farò mai abbastanza per quello che hai fatto oggi per la mia famiglia.”
Finì la birra d’un fiato.

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Personaggio: Sallustius

Utente: Celithrang
Data reg.: 30/11/1999
Anzianità:

Due uomini, due birre

Sallustius il 18/07/2014 14:01:56

Era bello essere uomini, pensò fugacemente Sallustius mentre solleveva il boccale e poi tornava ad affondarvi la propria sete. Seduti a un tavolo, con una birra di fronte, era molto più facile spiegarsi, senza i sotterfugi che spesso animano le camere delle donne.
Kiro era visibilmente sollevato per la piega che avevano preso le cose. E forse aveva ragione. Ma, Sallustius sapeva, Mashinia avrebbe voluto altro per quel gioiello, e forse anche Arianna non era felice della sorte che era toccata al suo primo, unico pegno d'amore.
Il mercenario si pulì la bocca col dorso della mano. Doveva essere impazzito. Che gliene importava in fondo della sorte di quel bracciale? Kiro diceva bene: ormai era uscito dalla vita della famiglia, e dalla sua. Un problema in meno.
Ma in quella scomparsa c'era qualcosa che proprio non gli andava giù, come una spezia sgradita che non riesci ad isolare in un piatto elaborato, ma che disturba inesorabilmente ogni boccone. Forse l'intervento di Belissius gli aveva davvero fatto male.
O forse non voleva ammetterlo, ma senza quel bracciale non aveva più niente che lo legasse a Mashinia.

-Io ringrazio la tua gentilezza e la tua cortesia, Kiro..-

Tacque appena. Era il caso di continuare a parlarne?

-..ringrazio la tua cortesia, e mi sento in debito. Mashinia.. Tua sorella mi ha parlato della storia di quel bracciale. Mi ha chiesto di accompagnare la spedizione che l'avrebbe riportato al proprietario, e io ho accettato...-

Non sapeva perché avesse fatto cenno a quella faccenda. C'era un pensiero che gli girava in testa, ma non riusciva a dargli una forma concreta. Era questione di tattica. Ma lui non era un ufficiale: era sempre e solo stato carne da macello.

-Stavo pensando... Come puoi essere sicuro che il bracciale sia ora nelle mani giuste? Voglio dire... Se a volerlo è più d'uno, come fai a sapere che non vengano di nuovo a cercarlo qui, senza che voi possiate farci qualcosa?-

Abbassò lo sguardo, gli occhi arrossati. Si sentiva fuori posto a fare quel tipo di ragionamenti, come un mulo bardato per la parata.

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Utente: mauloba
Data reg.: 30/04/2004
Anzianità: Anziano

certezze

mauloba il 15/12/2014 00:04:19

Kiro abbassò lo sguardo sul boccale asciutto. Le parole di Sallustius gli rivelavano saggezza.Sapeva quanto potevano essere complicate le cose a Bahl. Non era come a Sanadar dove non vi era foglia che si muovesse che l’Hayuk non volesse o non sapesse.Qui i giochi politici e diplomatici erano il pane quotidiano e, già in passato, aveva avuto riprova della molteplicità di elementi che agivano all’interno della città.Se avesse avuto ragione? No! Non poteva aver ragione!“Per quanto ne posso sapere io, chi ha cercato di far del male alla mia famiglia a causa di quel gioiello sono sempre stati mercenari locali - il suo tono era duro, forse più di quanto avrebbe voluto - quindi secondo me il capitolo è chiuso questa notte!” terminò spostando il peso sulla panca.Quindi si alzò. “Sallustius, sei amico di questa casa, ti lascio ora libero di riposarti. Grazie ancora” aggiunse con un tono assai più gentile

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